quando il filler non piace – quello che non sapete sui filler

I filler a base di acido ialuronico sono sempre più popolari e diffusi. La loro applicazione va dal trattamento delle rughe, all’aumento delle labbra, alla ridefinizione dello zigomo con effetto mini-lift, alle modificazioni del profilo nasale. Si tratta di sostanze sicure, pienamente biocompatibili con risultati altrettanto sicuri e prevedibili.

Ma quando il risultato finale non piace è possibile tornare indietro?

Aspettare il naturale riassorbimento del filler (che generalmente avviene in un periodo variabile dai 3 mesi a 12 mesi a seconda del tipo di filler impiegato) non è più necessario. Esiste infatti un enzima, la ialuronidasi, in grado di “sciogliere” letteralmente il filler a base di acido ialuronico.

Il trattamento può essere eseguito in una o due sedute, a seconda del filler utilizzato in precedenza o della quantità da trattare.

Quali sono i rischi?

Non esistono rischi per la pelle. Sono state segnalate reazioni allergiche all’enzima, ma si tratta di percentuali infinitesime e riferite a quei casi dove l’enzima veniva somministrato ad alto dosaggio (non si tratta di applicazioni in medicina estetica).

In quali altri casi si può utilizzare la ialuronidasi?

In caso di problemi con il filler, la ialuronidasi rappresenta la soluzione definitiva, un po’ come la gomma da cancellare per la matita. Questa possibilità rende ancora più sicuro il trattamento con gli attuali filler, potendo contrastare ogni problema, estetico o legato alla tecnica di infiltrazione.

Bibliografia

Gazzola R, Colombo G, Marcelli S,Vaienti L, Hyaluronidases: Biological Features and Current Therapeutic Applications, in Hyaluronan – Biological and Medical Implications, V. Pomin, Editor. 2014, Nova Publishers: New York. p. 53-83.

Cavallini M, Antonioli B, Gazzola R, Tosca M, Galuzzi M, Rapisarda V, Ciancio F,Marazzi M. Hyaluronidases for treating complications by hyaluronic acid dermal fillers: evaluation of the effects on cell cultures and human skin. Eur J Plast Surg. 2013. 36(8): 477.

Cavallini M, Gazzola R, Metalla M,Vaienti L. The Role of Hyaluronidase in the Treatment of Complications From Hyaluronic Acid Dermal Fillers. Aesthet Surg J. 2013. 10.1177/1090820X13511970

Ringiovanimento delle mani

Le mani sono il principale strumento della nostra vita, il tramite con il quale possiamo esprimere le nostre capacità, le nostre attività lavorative e sociali. Sono anche lo specchio della nostra esperienza e della nostra età. Ecco perchè il ringiovanimento delle mani è importante.

Quali sono i segni dell’invecchiamento delle mani

I segni dell’invecchiamento delle mani sono:

  • la presenza di macchie o discromie cutanee, spesso localizzate sul dorso delle mani
  • l’insorgenza di vere e proprie rughe sul dorso della mano e sul dorso delle dita
  • l’assottigliamento della pelle. Questo produce una maggiore visibilità dei tendini estensori, conferendo alla mano un aspetto “ossuto”

Cosa posso fare per migliorare l’aspetto delle mani?

E’ possibile intervenire con il ringiovanimento delle mani sia con trattamento medico, sia con trattamento chirurgico mini-invasivo

  • Trattamento medico con Radiofrequenze: consentono di rimuovere le macchie cutanee, donando un aspetto giovanile e uniforme. E’ possibile inoltre agire sull’elasticità dermica, migliorando o rimuovendo le rughe
  • Trattamento chirurgico mini-invasivo con Lipofilling. Si tratta di una procedura chirurgica che consiste nell’innesto di tessuto adiposo prelevato dal paziente stesso. Questo trattamento migliora la qualità della pelle, risolve il problema della visibilità dei tendini sottostanti, dona nuova elasticità ai tessuti e conferisce un aspetto giovanile.

Se sei interessato al trattamento per il ringiovanimento delle mani, vieni a trovarci per una consulenza personalizzata. Non esitare a contattarci allo 0289731963 o direttamente dal sito cliccando su prenota ora.

Mini-lifting non chirurgico

Di cosa si tratta

Il mini-lifting non chirurgico è un trattamento estetico indicato per risolvere la lassità cutanea e il migliorare delle piccole rughe, soprattutto a livello del volto. Questa tecnica si pone in alternativa a tecniche chirurgiche invasive o al trattamento con tossina botulinica (soprattutto per le piccole rughe attorno agli occhi).

Tecnologia

Il trattamento si basa su un’avanzata tecnologia, ST ReFirme®, basata sulla combinazione di luce infrarossa (lunghezze d’onda 700-2000nm) e radiofrequenza bipolare (RF) che stimolano il derma profondo (a 4-5 mm) producendo una contrazione con un efficace effetto “lift”.

Inoltre la procedura ST ReFirme® stimola la sintesi a lungo termine del collagene, favorendo la tonificazione e migliorando la lassità cutanea della cute, anche a lungo termine, producendo un effetto di ringiovanimento complessivo.

La procedura

La tecnica inoltre è indolore, è adatta ai fototipi chiari e medi e non richiede lunghi periodi di protezione dalla luce solare.

Il trattamento dura dai 10 ai 30 minuti a seconda dell’estensione dell’area trattata.

Per informazioni o prenotazione non esitare a contattarci allo 0289731963 o direttamente dal sito cliccando su questo link.

La prevenzione dei tumori cutanei: il controllo dei nei

Desidero dedicare questo primo articolo ad un aspetto fondamentale per la prevenzione del melanoma maligno: il controllo dei nei.

Cosa sono i nei

I nei sono delle neoformazioni cutanee estremamente comuni. La maggior parte della popolazione adulta ha infatti un numero di nevi compreso tra 10 e 40. La loro insorgenza avviene durante l’infanzia e possono andare incontro a modificazioni o regressione durante la vita.
Il neo è causato da una proliferazione localizzata di melanociti, ovvero di quelle cellule che producono il pigmento cutaneo, la melanina.
Vi sono diverse tipologie di nevi, caratterizzate da una diversa architettura e manifestazione clinica. Le più comuni sono: nevi giunzionali, nevi composti, nevi dermici e nevi congeniti.

La maggior parte dei nei non è pericolosa. In una ridotta percentuale di casi è tuttavia possibile che il neo vada incontro ad una trasformazione maligna. Secondo l’American Cancer Society, questo rischio nel corso della vita dell’individuo si attesta al 2,5% per i soggetti di carnagione bianca, allo 0,1% per i neri e allo 0,5% per la carnagione mediterranea. L’età media di insorgenza è di 63 anni anche se è comune anche in soggetti sotto i 30 anni.

 

Quali sono i fattori di rischio

I fattori di rischio principali diversi e si possono così riassumere:

  • familiarità
  • fenotipo cutaneo molto chiaro
  • posizione geografica (elevate altitudini nonchè basse latitudini hanno un’esposizione ai raggi UV maggiori)
  • sesso: il genere femminile ha un rischio minore e una prognosi migliore.
  • etnia: quella africana ha un’incidenza inferiore. Tuttavia, dato il colore della pelle, la diagnosi è più tardiva e la prognosi peggiore
  • esposizione UV. Più che una prolungata esposizione, il fattore di rischio principale è costituito dalle ustioni solari in giovane età.

 

Come riconoscere quelli a rischio

Riconoscere un neo a rischio è possibile osservando alcune caratteristiche che si possono così riassumere:

  • Asimmetria: ovvero un neo con una morfologia differente delle due metà
  • Bordi: quando i bordi sono raggiati, sfumati o irregolari
  • Colore: il colore complessivo dipende dal tipo di neo. In questo caso bisogna osservare una differente pigmentazione all’interno del neo (ad esempio la presenza di un’area più scura)
  • Diametro: un neo con diametro maggiore di 0,5-1 cm ha un rischio maggiore di degenerare
  • Evoluzione: parametro fondamentale nella valutazione. Un neo che cambia forma o dimensione in breve tempo è senz’altro meritevole di osservazione specialistica

Il neo con una o più di queste caratteristiche va subito portato all’osservazione dello specialista. Il dermatologo è la figura di riferimento per la valutazione delle neoformazioni cutanee.
E’ buona norma, a prescindere dalla presenza di nei sospetti, una visita dermatologica annuale per lo studio dei nei in tutti i distretti corporei.

 

Quando un neo va asportato

Una volta individuato un neo a rischio, è necessario procedere alla sua asportazione con tecnica chirurgica. L’intervento può essere effettuato in anestesia locale. La cicatrice che residua è permanente, lunga 2 volte la neoformazione.

 

Perchè il Chirurgo Plastico

Il Chirurgo Plastico è in grado di fornire la soluzione esteticamente più adatta ad ogni esigenza, mimetizzando la cicatrice all’interno di una piega, una ruga e utilizzando tecniche di sutura finalizzate a migliorare l’aspetto estetico di una cicatrice.
Inoltre, in caso di nevi di dimensioni sopra il centimetro e in aree corporee sensibili (ad esempio il volto), il Chirurgo Plastico potrà fornirvi una ricostruzione estetica, per minimizzare distorsioni e cicatrici (una cosiddetta “plastica”).