Il lipofilling (o innesto di tessuto adiposo) ha assunto negli ultimi anni sempre più rilevanza in chirurgia plastica e medicina rigenerativa per le sue proprietà riempitive (filler) e il suo ruolo biologico, in grado di migliorare l’aspetto di cicatrici, la texture e l’elasticità cutanea 1.

Le proprietà rigenerative del tessuto adiposo sono riconducibili alla cosiddetta “frazione stromale” ovvero a cellule pluripotenti che possiedono un potenziale rigenerativo paragonabile a quello delle cellule staminali.

E’ stato recentemente dimostrato che un preparato ad alta concentrazione di “frazione staminale” può essere isolato dal tessuto adiposo con un apposito sistema di separazione basato sulla micro-filtrazione. Questa tecnica è stata denominata “nanofat graft” ².

Il preparato così ottenuto è estremamente fluido e contiene una bassissima concentrazione di cellule adipose (a differenza del lipofilling) mentre contiene un’alta concentrazione di cellule pluripotenti adipose, con proprietà rigenerative simili a quelle delle cellule staminali.

Il nanofat graft è stato impiegato con successo anche in chirurgia estetica, in particolare per il trattamento di rughe superficiali, occhiaie permanenti e cicatrici.

 

Rughe superficiali

 

Il trattamento delle rughe superficiali richiede particolari filler a bassa densità. Il rischio di questa procedura è di ottenere dei cordoni di filler palpabili e di non dare un risultato soddisfacente. Spesso infatti le rughe superficiali sono l’espressione di una perdita di elasticità di un’intera regione cutanea.

Il nanofat graft agisce non tanto da riempitivo quanto da rivitalizzante biologico, per la sua alta concentrazione di fattori di crescita e la presenza di cellule adipose pluripotenti.

E’ indicato per le rughe fini in regione temporale, frontale, glabellare e periorale.

 

Occhiaie: quali è possibile trattare con il nanofat graft

 

Le occhiaie sono spesso una manifestazione della stanchezza e dello stress, ma non sempre vanno incontro a naturale risoluzione. Nella maggior parte dei casi si tratta di occhiaie legate ad una palpebra gonfia, caratterizzata dalla lassità cutanea e dalla discesa della componente adiposa. Questo quadro si può giovare di una blefaroplastica.

Tuttavia in alcuni casi, più rari, l’occhiaia appare possedere una pigmentazione più scura, perenne e la palpebra acquista un aspetto “scavato” e stanco.

La correzione della pigmentazione di questa regione è una questione delicata. Filler a base di acido ialuronico, sebbene possano funzionare da “riempitivo” non sempre sono adatti a ripristinare il volume di questa regione per il rischio di essere visibili (per la formazione di noduli o cordoni). Il filler non è tuttavia in grado di agire sulla pigmentazione scura di queste occhiaie e spesso può peggiorarla.

Il nanofat graft è in grado di agire selettivamente sul pigmento delle occhiaie, dando un efficace miglioramento già dopo un trattamento. Agisce inoltre migliorando la qualità della pelle palpebrale, conferendo un aspetto più giovane e riposato.

 

Il trattamento delle cicatrici con il nanofat graft

 

Il trattamento delle cicatrici con il lipofilling è un argomento che è già stato ampiamente trattato. Tuttavia il nanofat graft costituisce una tecnica innovativa per l’alta concentrazione di cellule adipose pluripotenti che consente un rimodellamento biologico importante della cicatrice o area cicatriziale.

 

Bibliografia

1 Vaienti L, Gazzola R. Perineural Fat Grafting for the Management of Neuromas and Pain Syndrome. In Structural Fat Grafting II ed. Coleman.

2 Tonnard P, Verpaele A, Peeters G, Hamdi M, Cornelissen M, Declercq H.Nanofat grafting: basic research and clinical applications. Plast Reconstr Surg. 2013 Oct;132(4):1017-26

 

 

 

 

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